Voucher cloud e cybersecurity: prima del contributo, controllate la linea

Voucher cloud e cybersecurity MIMIT: per fare domanda serve una linea fissa da almeno 30 Mbps gia attiva

Dal 10 novembre le piccole e medie imprese e i lavoratori autonomi possono chiedere allo Stato un contributo a fondo perduto che copre metà della spesa in servizi cloud e sicurezza informatica. Fino a 20.000 euro a impresa, su una dotazione nazionale di 150 milioni.

La misura si chiama «Sostegno alla domanda di servizi di cloud computing e cyber security», la gestisce il Ministero delle Imprese e del Made in Italy con Invitalia e Infratel Italia, ed è una delle poche agevolazioni che un’azienda piccola può affrontare senza un consulente accanto.

Ha però un requisito d’ingresso di cui si parla poco, e che a novembre non si può più sistemare.

Il requisito

Per presentare domanda bisogna avere un contratto di connettività su rete fissa con velocità nominale in download di almeno 30 Mbps, già in essere e valido il giorno in cui la domanda parte.

Tre dettagli che cambiano tutto.

Le connessioni su rete mobile non valgono. Chiavette e router con SIM, 4G o 5G che siano, restano fuori a prescindere dalla velocità che raggiungono. Valgono fibra, VDSL, FWA e satellitare.

Contano i 30 Mbps scritti nel contratto, come velocità nominale o massima in download. Non la banda minima garantita, e nemmeno quella che misurate con uno speed test.

Il contratto deve già esserci. Non si può attivare la linea dopo aver inviato la domanda: deve risultare in essere e valido alla data di presentazione.

Perché è un problema di calendario, non di budget

Le domande si inviano dal 10 novembre e si assegnano in ordine cronologico di arrivo, fino a esaurimento delle risorse. Arrivare tardi non è neutro.

Attivare una linea fissa nuova non è un’operazione da tre giorni. Fra verifica di copertura, eventuale sopralluogo, lavori dove servono e attivazione passano settimane, e sono settimane in cui l’azienda deve continuare a lavorare.

Un’impresa che se ne accorge il 10 novembre ha perso il turno. Per questo il mese in cui muoversi è ottobre.

Come si controlla, in due minuti

Prendete l’ultimo contratto o l’ultima fattura del vostro operatore e cercate la velocità massima in download.

Se c’è scritto 30 Mbps o più, il requisito c’è. Se siete su ADSL quasi certamente no, perché l’ADSL classica arriva a 20 Mbps nominali. Se lavorate con un router con SIM, no in ogni caso.

Nel dubbio, la risposta sta nel contratto, non nello speed test. Se non siete sicuri di che linea avete in ufficio, qui spieghiamo cosa cambia fra una linea di casa e una linea da lavoro.

Una cosa che preferiamo dire subito

La connettività non rientra fra le spese finanziabili dal voucher. La linea la pagate voi in ogni caso, prima e a parte.

Ve ne parliamo perché è il biglietto d’ingresso alla misura, non perché finisca nel piano di spesa. Se avete già una linea adeguata, la parte che vi riguarda comincia qui sotto.

Cosa copre il voucher

La misura finanzia hardware di sicurezza, software di sicurezza, servizi cloud di infrastruttura e piattaforma e servizi software in abbonamento.

Il piano di spesa non può essere inferiore a 4.000 euro e il contributo non supera i 20.000, quindi la spesa massima che ha senso mettere a piano è 40.000 euro.

Due esclusioni da tenere a mente. I servizi di formazione non sono ammessi. E non è ammesso rifinanziare quello che già usate se la prestazione resta equivalente: il voucher serve a migliorare, non a rinnovare. I servizi di configurazione e supporto non possono superare il 30% del totale, e gli abbonamenti vanno sottoscritti per almeno 24 mesi.

Si compra solo da fornitori iscritti all’elenco dei soggetti abilitati, definito con decreto del 29 luglio 2026 e consultabile sulla piattaforma di Invitalia. Conviene verificare prima sia il fornitore sia il singolo servizio, perché l’elenco è per prodotto e non solo per azienda.

Cosa potete prendere da noi

Springo è fra i fornitori abilitati, con il codice VCCFA2600000705. Sulla piattaforma ci trovate cercando quel codice, e da lì si seleziona il singolo servizio.

Siamo accreditati su quattro famiglie.

Software di sicurezza: antivirus e antimalware, monitoraggio delle reti, crittografia dei dati, sistemi SIEM, gestione delle vulnerabilità.

Servizi cloud di infrastruttura: macchine virtuali, storage e backup, database, e la parte di rete e sicurezza che comprende VPN e protezione dagli attacchi DDoS.

Servizi in abbonamento: contabilità, gestione del personale, ERP, CMS ed e-commerce, CRM. E qui c’è una voce che a molti sfugge: rientra anche il centralino virtuale. Se state rimandando il rifacimento del centralino aziendale, questo è il momento in cui lo Stato ne paga metà.

Servizi professionali di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo, che però il bando limita al 30% del piano di spesa.

Come si presenta la domanda

La precompilazione apre il 20 ottobre alle 12. L’invio parte il 10 novembre alle 12 e si chiude il 20 gennaio 2027 alle 12, salvo esaurimento delle risorse.

Servono SPID, CIE o CNS e la firma digitale. La domanda la presenta l’impresa: il fornitore non può farlo al posto vostro, può solo preparare l’offerta con i codici dei servizi e i costi.

Da dove cominciare

Se non siete sicuri della vostra linea, ditecelo. Controlliamo che cosa avete oggi, che cosa è disponibile al vostro indirizzo e in quanto tempo si attiva. È una verifica gratuita e non impegna a nulla, e potete partire dalla verifica di copertura.

E se la linea ce l’avete già, possiamo preparare l’offerta con i codici dei servizi, che è il documento da allegare alla domanda.

Scriveteci a info@springo.it oppure chiamate lo 0437 18 35 840.